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                                Serra  del monastero errante 

                                         Fra' Omero ed i suoi profumi   

 

 

 

 

 

       

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Come nasce il profumo

   

La sua evoluzione

 

Scheda di tutte le fragranze

 

 

 

      

Il profumo dei poveri

 

 

 

Il profumo dei poveri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                 

 

 

 

Quale miglior posto di questo per narrare la storia del profumo?

Come nasce il profumo?

Come si è evoluto nel corso degli anni?

PercheIl monastero errante’ siamo ormai “drogati” da queste essenze?

 

Dovete sapere che gli oli profumati erano usati in Egitto fin dalla fine del IV millennio a.C. Sebbene le tombe predinastiche  erano semplici fosse nel terreno, esse già contenevano, insieme alle tradizionali offerte di cibo e bevande per il morto,   cosmetici, profumi e ingredienti per la loro preparazione: ovvero resine, limoù, ginepro, hennè, semi oleosi e resine di  conifere importate.

Testimonianza ne è la tomba reale di Abido (3000 a.C. circa) dove trovarono  giare contenenti resine di conifere disciolte in olio e grasso animale.

In alcune tombe della necropoli di Saqqara, in Egitto, databili all’antico Regno, sono venuti alla luce rilievi con rappresentazioni di massaggi eseguiti con olio d’oliva, mentre la scena dipinta nel tempio di Niuserre, mostra il re che si fa massaggiare i piedi con olio d’oliva profumato.

                         

Dai testi Egizi abbiamo anche memoria della provenienza degli ingredienti più famosi:

La “mirra” importata da Punt, l’odierna Somalia, fu presto aggiunta ai sette famosi profumi. Ma molte altre essenze erano importate da Punt:

 -il laudanum, la resina di therebindo, il cinnamon e il franchincenso.

 

I Minoici e poi i Micenei impararono certamente dall’Egitto ad apprezzare i profumi e ad usarli come prezioso dono per le diverse divinità, lasciandocene testimonianza scritta sulle tavolette in lineare B.

 

 

 

 

La colta civiltà Greca e poi quella Romana elaborarono preziosi profumi dopo aver imparato l’”arte” dalle officine egiziane.

Marco Antonio regalò a Cleopatra una fabbrica di profumi in omaggio al suo sapere sull’argomento, infatti Cleopatra fu l’autrice di un libro di ricette per profumi “Cleopatra gynaeciarum libri”. La fabbrica di profumi di Cleopatra si trovava all’estremità Sud del Mar Morto a 30 Km da Ein Gedi dove furono scoperti vasi con residui di antichi profumi.

 

Per quanto riguarda l’uso dell’olio d’oliva per i profumi, è curioso notare che gli antichi Romani classificavano l’olio di oliva in cinque qualità: “oleum ex albis ulivis” proveniente dalla spremitura delle olive verdi (il cosiddetto onfacium) adatto alla fabbricazione dei profumi, “oleum viride” proveniente da olive raccolte a uno stadio più avanzato di maturazione, ma pregiato ed utilizzato nei rituali religiosi, “oleum maturumm “ proveniente da olive mature (il più adatto all’alimentazione), l’oleum caducum proveniente da olive cadute a terra (considerato un olio di seconda scelta) e “oleum cibarium” proveniente da olive quasi passite, destinato. L’uso dei profumi si diffuse rapidamente in tutto il Mediterraneo, incrementando un fiorente commercio di essenze grezze e lavorate provenienti da vari paesi. Ma furono quasi certamente gli Egiziani ad inventare la boccetta porta-profumo , l’Alabastron, piccolo vaso di alabastro che conservava al fresco e al buio preziosi oli profumati. La forma caratteristica a goccia con larga imboccatura a colletto svasato, adatta riportare all’interno del vasetto eventuali sgocciolature del suo prezioso contenuto, ebbe una diffusione immensa e fu replicato prima in terracotta e poi in vetro secondo le mode, gli stili e i tempi delle diverse civiltà mediterranee.

Da meticolose ricerche,  apprendiamo che tre erano i profumi più diffusi all’epoca di Cleopatra e che i migliori erano prodotti ad Alessandria sotto il controllo diretto della dinastia Tolemaica:

        

 

 

 

Il Regale Unquentum, risalente al 3000 a.C., rinvenuto in una tomba di Ur, contenente Calamo, mirra, legno di rosa, balsamo, maggiorana, spezie ed essenze di fiori provenienti da lontanissimi paesi come la Cina, l’India e la Malesia;

                          il Susinum, l’olio di lillà famosissimo al tempo e alla corte di Cleopatra;

                          il Ciprinum, olio estratto dai fiori dell’Hennè cipriota (specie di Ligustro) dalla profonda fragranza di limone.

 

 A questi si può aggiungere per fama  il Rodinium, l’olio di rose che sembra abbia origini persiane.

 

 

 

Dei profumi antichi si conoscono inoltre.

                        

                         L’Elegipcium, profumo forte e duraturo,incolore come i profumi pregiati, con aroma di cannella e mirto. Se era invecchiato più di dieci anni valeva più del prezioso contenitore che lo custodiva. Non è certo che fosse fabbricato in Egitto, ma certamente era venduto ad Atene nel V sec. a.C.

                        

                         L’Elmendesianum, profumo egiziano originario di Mendes, città sul delta del Nilo. È un profumo forte di olio di balano (ghianda), mirra, casia, resina, con una punta di cannella. Simile all’Elegipicium.

                        

                         Metopium, profumo di Gàlbano, dall’aroma intenso solitamente ottenuto nell’olio di mandorle amare, amatissimo dai Fenici.

                        

                        Susinum, presente anche nelle iscrizioni geroglifiche, è citato da Dioscòride e usatissimo al tempo della XXVI dinastia, come il principale ingrediente del Lirio. Della sua composizione abbiamo due ricette, una di Plinio e l’altra di Dioscòride. È un profumo molto liquido di uso prettamente maschile.

                               

 

 L’ Irinum era composto soltanto di olio d’oliva in cui erano stati macerati i fiori dell’Iris. Anche di questo abbiamo due ricette, una di Plinio e l’altra di Dioscòride, ma quest’ultimo dice che per essere buono deve contenere soltanto petali di Iris e che ogni altra essenza ne disturba il fresco aroma. Consiglia però di tingerlo di rosso con i semi dell’hennè e di farlo riposare molto tempo poiché quello invecchiato 20 anni era sicuramente l’optimum.

                        Il Cyprinum era il profumo di Hennè, forse uno dei più famosi, a base di olio di oliva verde (l’onfacium prodotto con le olive acerbe del mese di agosto), Cardamono, Calamo, (giglio giallo) aromatico, Hennè, Aspàlato (legno di aloe) e Resina. Di questo profumo abbiamo tre ricette, una di Teofrasto, una di Plinio e una di Dioscòride. Era logicamente verde e poteva mantenere il suo aroma inalterato per quattro anni. Fu considerato uno degli ingredienti principali, insieme al Megaleion, al Cinamonium (cannella), al Mirtinum (mirto), al Rodinon (rosa) e alla Salvia per la creazione dei profumi “personalizzati”

 

Per quanto riguarda Cipro, sembra che le principali essenze prodotte nell’antichità fossero oltre al Ciprinum,

l’Amarakinon e il Sampsuchinon, entrambi basati sulle essenze di maggiorana e origano, aromi che ancora oggi vengono prodotti ed esportati da Cipro.....continua

                                                                    

                                                                                                        

          ll profumo dei poveri